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PROPRIETÀ DEI COMPONENTI
Echinacea angustifolia / Echinacea purpurea:
Ne esistono diverse specie che vivono spontanee nel Nord America (angustifolia,
atrorubens, levigata, pallida, paradoxa, purpurea, simulata, tennessensis);
quelle importanti dal punto di vista fitoterapico sono l’Echinacea
angustifolia e l’Echinacea purpurea. Le principali indicazioni cliniche
dell’Echinacea riguardano il suo impiego nella profilassi e nel
trattamento delle malattie da raffreddamento. Si ritiene che il suo spettro
d’azione sia determinato da un aumento delle difese endogene, tramite
stimolazione aspecifica del sistema immunitario, in particolare attraverso
la stimolazione della fagocitosi e dei fibroblasti. L’azione immunostimolante
è dovuta sia alla frazione liposolubile: poliine, alchilammidi
e olio essenziale, che a quella idrosolubile: composti polifenolici derivati
dell’acido caffeico e in particolare acido cicorico.
L’azione antivirale, antibatterica ed antifungina è legata
naturalmente alla precedente; particolarmente attive in tal senso risultano
le poliine che hanno dimostrato una notevole capacità batteriostatica
e antifungina inibendo la replicazione di batteri difficilmente controllabili
come Escherichia coli e Pseudomonas aeruginosa. L’azione antivirale,
di tipo interferon-simile, tale da ostacolare la penetrazione del virus
nelle cellule sane, sembra invece essere dovuta all’acido cicorico
e all’acido caffeico Studi di laboratorio hanno dimostrato come
la pianta sia in grado di rafforzare le difese dell’organismo nei
confronti delle sindromi influenzali o febbrili, con interessamento delle
vie aeree superiori. Gli estratti delle piante possono essere utilizzati
sia per scopo preventivo che nella malattia in atto modulando opportunamente
la posologia.
Uno studio clinico condotto con estratto idroalcolico della pianta ha
dimostrato come essa possa provocare una riduzione della durata di malattia
con scomparsa graduale della sintomatologia sia per quanto riguarda sintomi
oggettivi che soggettivi, con conseguente miglioramento del quadro clinico.
Propolis:
Le sperimentazioni effettuate hanno dimostrato in vivo ed in vitro le
proprietà batteriostatiche della propoli.
L’attività è stata provata sull’inibizione di
crescita di ceppi batterici Gram+ e Gram- come: Escherichia Coli, Mycocterium
tubercolosis, Proteus vulgaris, Bacillus alvei, B. larvaae, B. mesentericus,
B. subtilis e Salmonelle (choloeraesuis, enteriditis, typhosa, dublin,
gallinarum, pullorum) ed ancora su Streptococcus faecalis, Staphylococcus
sp., Streptococcus sp.. I risultati positivi vanno attribuiti ai flavonoidi
ed ai fenolacidi: galangina, pinocembrina, acido benzoico, acido ferulico,
ecc. ed alla loro sinergia.
L’azione antimicotica è da attribuirsi alla presenza di pinocembrina
e pinobankina in azione combinata con acido caffeico e p-cumarato di benzile.
Le sperimentazioni hanno evidenziato proprietà fungicida su infezioni
da Candida (albicans, tropicalis, parapsilosis, krusei, catenulata claussenii,
brumptii, solani, utilis, melibiosi, friederichii), saccaromiceti e tricofili.
Le proprietà antivirali della propoli sono da ricercarsi nei componenti
idrosolubili. Le ricerche svolte dimostrano un’attività antivirale
di inibizione su alcuni virus: herpes simplex, corona virus, virus influenzale
A e B, para-influenza 1,2 e 3, adeno virus, virus respiratorio sinclinale.
Astragalus:
L´impiego più moderno e recente dell’Astragalus è
come immunostimolante: secondo recenti ricerche il fitocomplesso della
radice di astragalo ha mostrato attività antivirale, risultando
idoneo al trattamento di queste infezioni ed in particolare del comune
raffreddore. In aggiunta, recenti studi americani hanno evidenziato la
sua capacità nel ristabilire la normale funzione immunitaria in
pazienti immunodepressi, per malattia o trattamenti farmacologici.
Uncaria tomentosa:
I glicosidi dell’acido quinovico (o chinovico) esplicano fondamentalmente
azione antivirale e antinfiammatoria.
L’azione antivirale rende ancor più efficace l’attività
immunostimolante. Allo stato attuale delle ricerche la sua azione non
sembra coinvolgere le prostaglandine. Alla frazione alcaloidea è
dovuta la potente azione immunostimolante e immunomodulante, di tipo aspecifico,
che si esplica sostanzialmente attraverso un’aumentata attività
fagocitaria da parte dei macrofagi del sistema reticoloendoteliale; aumentano
inoltre le cellule T4 e NK. E’ stato dimostrato che gli alcaloidi
pentaciclici svolgono una più intensa attività rispetto
a quelli tetraciclici.
L’Andrographis Paniculata:
è una pianta impiegata nella medicina tradizionale cinese, indiana e tailandese; attualmente è molto studiata per la sua capacità di combattere le sindromi influenzali.
Numerosi studi hanno confermato che l'Andrographis agisce attenuando i sintomi dell'influenza quali rinite, cefalea, ingrossamento dei linfonodi, stanchezza, dolori muscolari, con il vantaggio di una diminuzione della durata della malattia. Vengono usati solitamente estratti delle foglie, il cui principio attivo è l'andrographolide. Il meccanismo d'azione consiste in una inibizione dei mediatori dell'infiammazione responsabili dei sintomi influenzali (PAF e sintesi di ossido nitrico), meccanismo diverso da quello con il quale agiscono gli antinfiammatori non steroidei comunemente usati. L'Andrographis risulta avere una duplice azione: a bassi dosaggi svolge un'azione immunostimolante che può essere utile come prevenzione mentre a dosaggi più elevati si accentua la sua azione antinfiammatoria.
CONTROINDICAZIONI ED EFFETTI COLLATERALI
Gli studi farmacologici non riportano tossicità e, alle dosi consigliate,
non sono riportati effetti collaterali significativi. In gravidanza e
durante l’allattamento consultare il medico.
BIBLIOGRAFIA
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